In una casa sul canale, dietro una libreria girevole, otto persone hanno vissuto nascoste per due anni e un mese. Oggi quella casa è il museo più visitato dei Paesi Bassi e conserva il diario originale di Anna Frank. Qui trovi la storia dell'alloggio segreto, chi erano i clandestini, che cosa si vede nel museo e come organizzarti prima di partire.
Il retro di una normale casa di canale del Seicento, invisibile dalla strada: è lì che è nato l'Achterhuis, l'alloggio segreto.
Otto Frank, ebreo tedesco, si era trasferito ad Amsterdam nel 1933 per sfuggire alle leggi razziali del Reich e vi aveva aperto due piccole aziende, la Opekta e la Pectacon, con magazzino e uffici al Prinsengracht 263. Dopo l'occupazione tedesca dei Paesi Bassi la rete si stringe anche in Olanda: divieti, registrazioni, deportazioni. Quando nel luglio del 1942 arriva a Margot, la sorella maggiore di Anna, la convocazione per un «campo di lavoro» in Germania, la famiglia non aspetta oltre.
Il 6 luglio 1942 i Frank spariscono. Non fuggono lontano: si nascondono nel retro dello stesso edificio dove Otto lavora, un corpo di fabbrica di tre piani affacciato sul cortile interno. Una settimana dopo li raggiungono i van Pels, e in novembre il dentista Fritz Pfeffer. Diventano otto persone in poco più di cinquanta metri quadri. Per mascherare la porta che dà sulle scale, il magazziniere Johan Voskuijl costruisce una libreria girevole: dall'ufficio sembra uno scaffale qualunque.
La vita nell'alloggio è scandita dal silenzio. Di giorno, con il magazzino in funzione al piano terra, non si può camminare, tirare l'acqua, parlare a voce alta. Cibo, libri e notizie arrivano da quattro impiegati di Otto — Miep Gies, Bep Voskuijl, Johannes Kleiman e Victor Kugler — che per due anni rischiano la vita ogni giorno senza chiedere nulla in cambio.
Il 4 agosto 1944 la polizia irrompe nell'edificio: qualcuno ha parlato, e nonostante decenni di indagini non si sa ancora chi. Gli otto vengono deportati. Anna e Margot muoiono di tifo a Bergen-Belsen nel febbraio del 1945, poche settimane prima della liberazione del campo. Otto Frank è l'unico degli otto a tornare.
Due famiglie e un uomo solo, chiusi insieme in una casa dove non ci si poteva scegliere.
| Chi | Nell'alloggio dal | Destino |
|---|---|---|
| Otto Frank, il padre | 6 luglio 1942 | Unico sopravvissuto |
| Edith Frank, la madre | 6 luglio 1942 | Auschwitz, 1945 |
| Margot Frank, la sorella | 6 luglio 1942 | Bergen-Belsen, 1945 |
| Anna Frank | 6 luglio 1942 | Bergen-Belsen, 1945 |
| Hermann e Auguste van Pels | 13 luglio 1942 | Auschwitz e Germania, 1944-45 |
| Peter van Pels | 13 luglio 1942 | Mauthausen, 1945 |
| Fritz Pfeffer, il dentista | 16 novembre 1942 | Neuengamme, 1944 |
Nel diario compaiono con nomi inventati — i van Pels diventano i van Daan, Pfeffer diventa Dussel — perché Anna, dopo aver sentito alla radio un appello a conservare le testimonianze della guerra, aveva cominciato a riscrivere le sue pagine pensando a un libro vero.
Un quaderno a quadretti rossi e bianchi, regalato per un compleanno tre settimane prima della clandestinità.
Anna riceve il diario il 12 giugno 1942, il giorno in cui compie tredici anni. Ci scrive per due anni, rivolgendosi a un'amica immaginaria che chiama Kitty: la paura, la fame, i litigi in una casa senza porte da chiudere, l'innamoramento per Peter, l'insofferenza verso la madre, e una fiducia nel mondo che continua a riaffiorare tra le righe. È questo, più della cronaca, ciò che rende il testo insostituibile: la voce di un'adolescente qualunque dentro una storia enorme.
Dopo l'arresto Miep Gies raccoglie i fogli sparsi sul pavimento e li conserva in un cassetto senza leggerli, sperando di restituirli. Li consegna a Otto quando è ormai certo che Anna non tornerà. Nel 1947 lui pubblica Het Achterhuis: oggi il diario è tradotto in oltre settanta lingue ed è uno dei libri più letti al mondo. Il quaderno originale è esposto nel museo, aperto, in una teca in penombra: per molti visitatori è il momento in cui la visita smette di essere una visita.
Il museo ha aperto il 3 maggio 1960, dopo che la casa era stata salvata dalla demolizione. Il percorso è a senso unico e segue esattamente la strada che facevano loro.
Le stanze dove lavoravano gli impiegati di Otto Frank, ricostruite com'erano: il rumore da cui dipendeva il silenzio del piano di sopra.
La porta mascherata dallo scaffale, ancora al suo posto. Si passa dietro e si sale la scala ripida che porta all'Achterhuis.
Nell'alloggio non ci sono mobili. Restano le foto di dive del cinema che Anna aveva incollato al muro e le tacche a matita che segnavano quanto crescevano lei e Margot.
Il percorso si chiude con la sala del diario originale e con una mostra che racconta che cosa è successo agli otto dopo l'arresto e perché quel testo continua a essere letto. Le stanze sono spoglie per una scelta precisa di Otto Frank: i nazisti avevano svuotato l'alloggio dopo la retata e lui volle che restasse così, come lo aveva ritrovato al ritorno. L'audioguida è compresa nel biglietto ed è disponibile anche in italiano.
Il museo si trova sul Prinsengracht ma l'ingresso è dietro l'angolo, in Westermarkt 20: è l'errore più comune all'arrivo.
| Voce | Dettaglio | Da sapere |
|---|---|---|
| Indirizzo | Prinsengracht 263-267, Amsterdam | Ingresso in Westermarkt 20 |
| Orari | Tutti i giorni 9:00 – 22:00 | Eccezioni nei giorni di festa |
| Durata | Circa un'ora | Percorso a senso unico |
| Età minima | 10 anni consigliati | Scale ripide, niente ascensore |
| Foto e video | Vietati ovunque | Smart glasses compresi |
| Bagagli | Niente borse oltre il formato A4 | Guardaroba all'ingresso |
Due cose vanno decise prima di prenotare il volo, non dopo: quando escono i biglietti — perché non si comprano sul posto e finiscono in fretta — e in quale fascia oraria conviene andare. Le trovi spiegate per esteso nella guida ai biglietti e alla prenotazione e nei consigli su come visitare il museo, con il percorso, le regole e i tempi reali.
Al numero 263-267 del Prinsengracht, nel centro di Amsterdam, accanto alla Westerkerk. L'ingresso dei visitatori non è sul canale ma dietro l'angolo, in Westermarkt 20, a venti minuti a piedi dalla stazione Centraal e a dieci da piazza Dam.
Due anni e un mese. La famiglia Frank entrò nell'alloggio segreto il 6 luglio 1942 e gli otto clandestini furono arrestati il 4 agosto 1944.
Il magazzino e gli uffici dell'azienda di Otto Frank, la libreria girevole che nascondeva la porta, le stanze dell'Achterhuis lasciate volutamente vuote, il diario originale di Anna e una mostra conclusiva sulla sua storia.
Perché così volle Otto Frank, unico sopravvissuto degli otto. I mobili furono portati via dai nazisti dopo l'arresto e lui chiese che le stanze restassero spoglie, come le aveva ritrovate al ritorno.
L'età minima consigliata dal museo è 10 anni. Il percorso è fatto di scale ripide e strette, non ci sono ascensori e i passeggini non possono entrare.
No. Fotografare e filmare è vietato in tutto il museo, smart glasses compresi, e non si possono portare dentro borse più grandi di un foglio A4: c'è un guardaroba all'ingresso.